Selfie

Agostino FerrenteItalia - 201978 min

Il film è disponibile dal 20 aprile al 7 maggio.

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Suggerito per: classi III medie inferiori e tutte le medie superiori
Lingua: Italiano
Tematiche proposte: Degrado Sociale - Adolescenza Difficile - Microcriminalità

Sinossi

Alessandro e Pietro sono amici inseparabili, hanno 16 anni e vivono a Napoli, nel rione Traiano.
I due ragazzi accettano la proposta del regista di riprendersi con il cellulare, commentando in diretta le proprie esperienze quotidiane, la loro stretta amicizia e il quartiere in cui, nell’estate del 2014, una tragedia ha messo fine alla vita di Davide, un loro coetaneo.

Biografia

Agostino Ferrente è regista, produttore, direttore artistico.
Prima di occuparsi di cinema è stato anche coordinatore editoriale di varie testate giornalistiche per le comunità di italiani emigrati all’estero.
Realizza con Giovanni Piperno Intervista a mia madre (1999) e Il film di Mario (1999-2001). Entrambi ottengono riconoscimenti festivalieri e diventano dei piccoli casi in tv.
Nel 2001, insieme a una decina di complici, fonda a Roma il gruppo Apollo 11 che salva lo storico cinema-teatro Apollo dal rischio di diventare sala bingo. Insieme a Mario Tronco degli Avion Travel, crea L’Orchestra di Piazza Vittorio, una delle prime band multietniche al mondo di cui racconta la nascita con il documentario omonimo, che partecipa a numerosi festival internazionali vincendo il Nastro D’Argento.
Con Anna Maria Granatello crea il Premio Solinas – Documentario per Il Cinema. Nel 2013 dirige con Giovanni Piperno Le cose belle, presentato in anteprima alle Giornate degli Autori a Venezia e premiato in numerosi festival italiani e internazionali.
Attualmente sta sviluppando il suo primo film di finzione.

Approfondimento

Nel modo di raccontarsi per immagini di Pietro ed Alessandro, capaci di passare dal divertimento alla commozione nel volgere di una scena, troviamo un cinema neorealista che riesce a raccontare dall’interno le realtà di periferia. Il dispositivo trasforma, automaticamente, il documentario in una riflessione sull’autorappresentazione, su come il modo di raccontarsi di due adolescenti passi per forza di cose attraverso un immaginario e una strategia delle apparenze. Che poi è una delle questioni centrali della pratica selfie, della sua deformazione prospettica, della sua spontaneità dichiarata, ma del tutto illusoria.